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Anno sociale 2022-2023

Finite le vacanze Natalizie è ora di ricominciare con i nuovi corsi.
Per conoscere nuove persone che condividono la stessa passione inaspettata.
Per rimettersi in forma dopo gli eccessi delle festività.
In preparazione ai prossimi eventi, così da poterne essere protagonisti.

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Da Jourdelò

Comprendere cosa sia stata la vita scientifica e tecnologica dell’Ottocento per chi l’ha vissuta in prima persona non è di certo facile. Le nostre conoscenze, evolute, diffuse, estremizzate ci consentono di farcene una idea nostra, ma ci impediscono di apprezzare fino in fondo cosa abbia significato per l’epoca. Ne risulta giocoforza una visione viziata. In più, cosa terribile, siamo smaliziati al punto che più nulla ci stupisce. E questo è dovuto alla rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni. Negli anni sessanta-settanta, l’uomo sulla luna riusciva ancora a stupire… oggi nulla più riesce a stupire.
Autore: Samuele Graziani
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Terracotta bersagliereDa una ventina d’anni nelle sale del Museo Civico del Risorgimento di Bologna è esposta una statuetta in terracotta, alta appena 30 centimetri, opera di uno scultore non molto noto, il forlivese Fortunato Zampanelli (1828–1909), dal titolo struggente: L’addio dello studente bersagliere.
Autore: Mirtide Gavelli
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Gran Ballo dell'Unità d'Italia 2012Nella mente umana, la memoria è sempre legata a sensazioni: luoghi, colori, immagini, suoni, eventi o altro che ci colpiscono e si fissano nella nostra mente in maniera imprevedibile e spesso non del tutto volontaria, solo perché ci hanno suscitato qualcosa di unico e irripetibile. Lo è ancora di più la memoria di eventi lontani, in particolare quelli storici: nonostante anni di studio, quanto resta in noi di ciò che abbiamo letto sui libri di scuola se non lo usiamo ogni giorno (ad esempio per lavoro) o non ne siamo… appassionati?

Autore: Lorenzo Nannetti
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Quando Giuseppe Rossini, ormai anziano, ammirava commosso i grandi trionfi di suo figlio Gioachino, non poteva certo non ripensare ai tanti sacrifici che avevano consentito a quel suo unico, amatissimo figliolo, di divenire il musicista più noto ed apprezzato della sua epoca. Giuseppe, conosciuto da tutti come Vivazza per la sua esuberanza ed espansività, era nato a Lugo nel 1764 e di mestiere faceva il trombettista, come suo padre Gioacchino Sante. Assunto nella sua città come Trombetta Comunale, l’equivalente più o meno di un banditore comunale, si era quindi trasferito a Ferrara, per suonare il corno da caccia nella banda del locale presidio militare.

Autore: Andrea Olmo
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