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Da Jourdelò

Reduci Garibaldini (Miniatura 219x170 px)Mille. E ottantanove. Il più piccolo aveva undici anni, il più vecchio sessantanove. Di donne una sola. In battaglia ne morirono settantotto. Quarantotto erano analfabeti, dieci ebrei, in ventiquattro poi impazzirono, sedici si suicidarono…
Autore: Andrea Olmo
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Partiamo dall’anno 1858, per poi andare a ritroso e in avanti nel tempo per quasi tutto l’Ottocento, a raccontare la storia del gioco del rugby, soprattutto i suoi inizi, la fase che chiamerei romantica.
Anche se l’aggettivo romantico non sembrerebbe adatto a questo gioco, tutto zuffa nel fango, maglie strappate e nasi sanguinanti; tuttavia credo che questo aggettivo non dispiacerebbe ai molti estimatori, tecnici e appassionati giocatori che anche nel rugby attuale riconoscono quei valori e riti tradizionali che ne hanno fatto uno sport dall’aria nobile e un po’ rétro.
Autore: Pierpaolo Franzoni
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Uroboro (Miniatura 219x225 px)Noi, esseri umani, rispetto alle altre forme di vita, riteniamo di essere forniti della ragione, uno strumento che ci consente di decidere la direzione delle nostre azioni, slegate dalla mera necessità di nutrirci, proteggerci, divertirci e riprodurci come farebbe qualunque animale.
Così, le nostre energie materiali, mentali e spirituali hanno dato vita a fenomeni culturali quali: l’arte, la scienza, la filosofia e la religione in tutte le loro sfaccettature, dalle più nobili e pure alle più spregevoli e speculative.

Autore: Andrea Trentini
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Il 22 aprile 1897, a Napoli, l’anarchico Pietro Acciarito si rese autore di un attentato al Re Umberto I. Fu un cittadino in bicicletta a catturare l’Acciarito.

Scoppiò un’accesa polemica poiché l’opinione pubblica si chiedeva dove fosse la polizia che avrebbe dovuto seguire la carrozza del Sovrano.

Emerse che il servizio scorta della polizia non disponeva di proprie carrozze e propri cavalli, l’ispettore di servizio dovette noleggiare una carrozza in piazza ed i vetturini di piazza non ce l’avevano fatta a stare a stretto contatto con la carrozza reale tirata da ottimi e veloci cavalli.

Autore: Fiorenza Maffei
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