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8cento APS

Anno sociale 2022-2023

È iniziato il nuovo anno sociale, è il momento di tesserarsi a 8cento APS! Scoprite qui come.
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Da Jourdelò

Jane Austen (1775-1817) era un'appassionata lettrice. Il vizio di leggere le era stato inculcato fin da giovanissima dal padre, il Reverendo George, che nella canonica di Steventon, nella contea inglese dello Hampshire, in cui viveva la numerosissima famiglia Austen (oltre ai due genitori, c'erano anche sei figli maschi e due figlie femmine, tra cui appunto Jane, che era la penultima), aveva una biblioteca fornita di ben 500 volumi, una vera rarità a quei tempi per un uomo non benestante. Ma il fatto ancora più eclatante era che tutti in famiglia, anche le figlie, potevano attingervi liberamente, senza alcuna restrizione dettata dalla consuetudine dell'epoca di educare le femmine in modo più rigido rispetto ai maschi.

Autore: Silvia Ogier
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Isaac Singer (Miniatura 219x251 px)Mi chiamo Isaac Merrit Singer, sono l’inventore della macchina da cucire. Beh, effettivamente non ho davvero inventato la macchina da cucire, ma posso dire di averla molto migliorata.
Sono nato il 27 ottobre 1811 a Pittstown, New York, da mio padre Adam Singer e dalla sua prima moglie, Ruth Benson, mia madre; hanno divorziato nel 1821.
Mio padre era un cantante sassone, immigrato all’età di 16 anni, così mi hanno detto; pare che il suo vero nome fosse Adam Reisinger. Io sono l’ultimo dei loro figli.
Autore: Gianna Daniele
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01_salotto01 (Miniatura 329x257 px)Fu Giuseppe Antonio Borgese, nel 1910, a definire crepuscolare un genere di poesia un po’ a margine rispetto al fulgore della grande tradizione ottocentesca.

Nel crepuscolarismo predomina una certa stanchezza del vivere oltre che l’incapacità di inserirsi nel ritmo della normale esistenza e, di conseguenza, la difficoltà ad istituire un rapporto armonioso col mondo. Ciò determina il bisogno di evadere dal ristretto ambito quotidiano verso il libero mondo dell’immaginazione.

Autore: Marinette Pendola
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E ne aveva ben raggione il Governo Passato di Arestarmi, perchè non ho fatto che cospirare contro di lui...

Luigi Pajoli, detto Il matto dei Bastoni, popolano bolognese coinvolto nei moti del ‘48, così si esprime nel suo Memoriale dell’8 agosto 1848. Con un linguaggio sgrammaticato ma vivacissimo racconta le vicende di una intera vita, piena di luci ed ombre, svoltasi in parallelo all’unificazione italiana. Luigi Pajoli nasce nel 1818 e muore nel 1891. Nella sua lunga vita svolge tanti mestieri diversi - ombrellaio, tornitore, fruttivendolo - che gli consentono di vivere e di mantenere la famiglia.

Autore: Mirtide Gavelli
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